Sergio Marchionne

Sergio Marchionne è indubbiamente uno dei manager italiani di maggior successo in assoluto.

Nato in Abruzzo ma spostatosi a 13 anni in Canada insieme al padre, l’attuale A.D. di Fiat e presidente Ferrari, ha avuto una carriera che definire brillante sarebbe dir poco.

Laureato in legge presso la Osgood Hall Law School di Toronto, ha conseguito anche una laurea in Discipline Commerciali presso la University of Windsor, una in Lettere presso quella di Toronto e un MBA, sempre nella capitale dell’Ontario.

Dal punto di vista della carriera, nel 1994 arriva a Zurigo, dove diventa CEO di Algroup. Nel 2002 e nel 2003 la sua sfida più grande fino a quel momento, che lo ha fatto diventare apprezzato a livello mondiale nell’ambiente finanziario: la guida del gruppo SGS di Ginevra e il risanamento del bilancio di un’azienda da oltre 50.000 dipendenti che, per molti, sarebbe stata una cosa impossibile.

I risultati che Marchionne ha raggiunto non sono passati inosservati e, infatti, nel 2004 entra nel consiglio di amministrazione Fiat per volere di Umberto Agnelli. Nel 2004 fa il grande passo e diventa Amministratore Delegato della più grande azienda di auto italiana. Altri passi importanti nella sua carriera sono quelli di Amministratore Delegato di Chrysler Group e di Presidente della Ferrari.

Oltre quella di SGS, la sfida più importante che Sergio Marchionne ha portato a termine è stata il risanamento della Fiat: 3 anni sono stati sufficienti all’abruzzese per portare l’azienda del Lingotto da una situazione di crisi economica ad una di completo risanamento, facendola arrivare al massimo livello di utile mai toccato nel corso della sua storia.

Le decisioni vincenti che hanno permesso a Marchionne di “vincere” sono state diverse, in primis quella di scegliere di concentrarsi in maniera esclusiva sul core business aziendale, ovvero la produzione di auto. Tutto il resto è passato in secondo piano.

Molto interessante è stata anche la mossa di convertire i tanti debiti aziendali in partecipazioni azionarie, che lo stesso Marchionne ha venduto alle banche, portandole così a diventare parte dell’azienda stessa e non essere più semplici imprese creditrici.

Conscio dell’importanza dei volumi, egli si pose come obiettivo quello di raggiungere la vendita di 6 milioni di vetture in un anno, e per questo ha iniziato a guardare con attenzione al mercato estero.

La rinascita di Chrysler, che in due anni è passata dalla bancarotta ad un utile di 5 miliardi di dollari, e l’arrivo in Ferrari con l’obiettivo di vincere, sono le ultime due sfide dell’uomo che viene universalmente riconosciuto, oltre che per il suo stile imprenditoriale, anche per il famoso pullover blu, un vero marchio di fabbrica.